Alla scoperta dell’India dei ricami – i materiali

73esimo giorno. Le ultime settimane sono state molto convulse e, infatti, e’ da un po’ che non aggiorno il diario di viaggio alla scoperta dell’India dei ricami. Ormai abbiamo superato il giro di boa, inizia il conto alla rovescia verso il nostro ritorno in Italia ma abbiamo ancora qualche settimana a nostra disposizione per scoprire e parlare di tutto quello che succede dietro le quinte dei ricami.

Nel mio ultimo post abbiamo iniziato a parlare di un aspetto fondamentale nel lavoro dei ricamatori. Il mercato. Fondamentale perche’ la buona o cattiva riuscita di un ricamo nasce dalla capacita’ di saper trovare la giusta forma, nel giusto materiale e nel giusto colore. Sapere quale mercato offre cosa e, soprattutto, saper tessere una buona rete di fornitori e conoscenze e’ estremamente importante. Posso non sapere dove trovare quel dato materiale ma il passaparola e ed i rapporti personali permettono ancora di trovare il classico ago in un pagliaio.

Cio’ detto, non basta sapere dove trovare qualcosa ma, ancora piu’ importante, devo sapere cosa sto cercando. Molto spesso diamo per scontato che una paillette valga l’altra, che una perlina sia equivalente alla sua alternativa o che un colore duri nel tempo. Ma non e’ cosi’. Nel campo dei materiali ci sono un’infinita’ di variabili, diversi processi di produzione, diverse qualita’ ed ognuna di queste influisce sulla resa e sulla durata del ricamo.

due esempi di pietre con diverse montature

Un esempio su tutti? Le pietre, che si dividono in diverse categorie in base al tipo di materiale, alla loro finitura e alla loro montatura. Il materiale e’ il primo aspetto di cui tener conto sia per la lucentezza della pietra che per la sua resistenza ad alcuni trattamenti. Usare una pietra in resina, per esempio, puo’ essere una buona alternativa alle pietre in vetro in quanto ne imitano la lucentezza e permettono di poter essere tinte in qualsiasi colore tramite il processo di “water dyeing”. Lo stesso non puo’ accadere con le pietre in vetro dove ci sono delle limitazioni sui tipi di colori in cui possono essere tinte, oltre a poter incorrere in problemi di scoloritura nel tempo.

macchinario per test alla luce

La scoloritura, infatti, e’ uno dei principali nemici dei ricami. E’ qualcosa che puo’ essere mitigato (soprattutto testando preventivamente il materiale) ma e’ sempre dietro l’angolo. Molto spesso il problema nasce da processi di tintura non eseguiti a regola d’arte; ad esempio non viene lasciato sufficiente tempo al colore per fissarsi. Ma, altre volte, e’ un fenomeno con cui dobbiamo fare necessariamente i conti. Un problema inevitabile se cerchiamo di tingere il fucsia o i colori tendenti al viola (molto difficili da fissare) oppure se esponiamo i nostri capi a particolari tipi di luce. A volte, infatti, sono le stesse luci alogene presenti nei negozi ad innescare il processo di scoloritura.

Come vedete, quindi, non basta saper fare un ottimo ricamo. Bisogna anche conoscere i giusti tipi di materiali onde evitare spiacevoli inconvenienti. Al prossimo post!

Andrea

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