ALLA SCOPERTA DELL’INDIA DEI RICAMI – IL MERCATO

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43esimo giorno. Questo post sara’ piu’ breve del solito. Il motivo? Siamo in partenza per il nord dell’India alla scoperta di nuovi luoghi dedicati al ricamo e, ahime’, la valigia e lungi dall’essere pronta! Prima di partire, pero’, ho il piacere/dovere di continuare il nostro diario di viaggio e tenervi aggiornati sulle novita’ di queste ultime due settimane.

Ci siamo lasciati parlando delle implicazioni che il mondo religioso ha sui ritmi di lavoro dei ricamatori e sui loro punti di ritrovo. Implicazioni che hanno creato dei veri e propri quartieri dedicati al ricamo. Si dice, addirittura, che in certe zone di Mumbai una porta ogni due celi un ricamificio, grande o piccolo che sia. Ma l’idea che la citta’ sia suddivisa in “aree tematiche” in base al tipo di attivita’ e’ qualcosa di vero a 360 gradi. Andando in giro per la citta’, infatti, si incontrano una moltitudine di quartieri specializzati in qualcosa. Dalle borse, ai metalli, all’arredamento. Fra questi non puo’ mancare il quartiere (anzi, i quartieri) dedicato ai materiali per il ricamo.

una delle strade del mercato

La settimana scorsa mi sono preso la giornata per andarne a visitarne uno un po’ piu’ da vicino. Cercando, certo, qualcosa nello specifico ma senza precludermi la possibilita’ di curiosare tra i negozi per immergermi il piu’ possibile in un mondo affascinante. Quello che ne e’ venuto fuori e’ che, cercare qualcosa di specifico nel mercato, e’ come cercare un ago in un pagliaio. Il quartiere non e’ certo nato seguendo una logica precisa ed i negozi sono sparsi in ogni dove. Tutto cio’ che si trova al piano strada permette ad un neofita di poter capire la natura del negozio con un semplice sguardo alla vetrina (se c’e’) ma, quando i negozi si addentrano nei sottoscala o si inerpicano ai piani alti, la ricerca diventa molto piu’ difficile. E qui subentra l’importanza dei rapporti sociali in cui e’ il passaparola che viaggia da negozio a negozio a portarti la dove, altrimenti, non saresti mai potuto arrivare.

Cosi’ facendo mi sono addentrato in viottoli talmente stretti da richiedere il senso unico alternato (non per le auto, bensi’ per i pedoni) e mi sono arrampicato su instabili sgabelli per poter vedere da vicino le perline che stavo cercando (e che, manco a dirlo, erano stipate sul ripiano piu’ alto del negozio). Perche’, se c’e’ qualcosa che ho imparato in queste settimane, e’ che lo spazio a Mumbai e’ cosa preziosa ed il mercato dei materiali non poteva essere certo immune dalla logica di ottimizzazione dello spazio che vige nella citta’. E cosi’ ho visto negozi traboccanti di cristalli, pietre, paillettes e perline che sembrano costantemente sul punto di esplodere. Ma, come sempre accade in questa citta’, tutto trova un suo posto mantenendo un precario equilibrio in cui, alla fine, tutto si incastra alla perfezione.

Andrea

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