Benvenuta Faradiba!

E’ storia di sempre, dell’India millenaria come dell’India del ventunesimo secolo, diffondere attraverso colori, fibre e tessuti una parte integrante dell’antropologia del suo costume e della tradizione della sua cultura. L’India è il Paese dei tessuti inimitabili: sontuosi o poveri, accompagnano ogni indiano per tutto il corso della vita. Ricami come opere d’arte; lavorazioni strabilianti; applicazioni preziose; impunture ed inserti spesso metallici e dunque abbaglianti. Una chiara espressione della massima abilita’ artigianale e creativa del genere umano che,in tempi non sospetti, è stata fagocitata dall’insaziabile fame dell’occidente sugli altri popoli facendo propria una tradizione che, di europeo, aveva ben poco.
esempio di ricamo indiano con tecnica Zardosi
Esempio sono gli scialli spolinati, prodotti nella regione del Kashmir fin da tempi antichissimi, poi“scoperti” da Napoleone Bonaparte durante la campagna d’Egitto e quindi importati in Europa. Il tipico motivo a goccia dalla punta ricurva, denominato boteh, ne è il decoro caratteristico. 
E fu cosi’ che, ben presto, in Francia vennero imitati seppur facendo ricorso alla meno costosa tessitura jacquard. Il tipico decoro boteh assunse quindi forme sempre più allungate,sempre più distanti dalla matrice originale, diventando forse il simbolo di quella commistione tra culture e gusti estetici che rappresenta il nostro secolo.
Il processo di “corruzione”dell’occidente sull’oriente è, dunque, iniziato secoli fa e tutt’oggi continua,accelerato dalla crescente globalizzazione.
Oggi, tutte le più grandi case di moda a livello globale attingono alla sapienza dei maestri Karigar (ricamatori)per dare vita alle collezioni che vediamo sfilare sui red carpet di tutto il mondo.
Star di Hollywood, First Ladies, regine e principesse, sono tutte inconsapevoli portatrici sane di tradizioni secolari che rendono godibile e possibile la moda di oggi. Una moda che, pero’, rimane spesso accessibile a pochi per gli alti costi.
Costi dati da massicce campagne pubblicitarie, da ingenti cachet per accaparrarsi il giusto testimonial, da costose boutique piazzate nei centri storici delle citta’ oltre che da un esercito di commessi pronti a soddisfare ogni nostra minima richiesta. Costi che ci danno un servizio ma che, in fin dei conti, non aggiungono nulla alla qualita’ del ricamo che stiamo acquistando. E se tutti questi costi fossero eliminati pur mantenendo la stessa qualita’ di ricamo? Ed ecco la risposta: benvenuta Faradiba!

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